Porto da gustare: francesinha, vino Porto e cantine sul Douro
Una città da mangiare a morsi e da bere a sorsi: i piatti di Porto, le cantine dall'altra parte del fiume e la gita in treno tra i vigneti terrazzati.
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Porto si guarda dalla Ribeira, il quartiere sul fiume con le case colorate e le barche rabelo ormeggiate davanti, e si capisce a tavola. È una città di sapori decisi e porzioni generose, con un centro storico patrimonio UNESCO e, dall'altra parte del ponte Dom Luís I, le cantine dove riposa il suo vino più famoso.
La francesinha, il piatto simbolo
È il panino più impegnativo d'Europa: pane in cassetta farcito con salsiccia, prosciutto e carne, ricoperto di formaggio fuso e affogato in una salsa calda di pomodoro e birra, leggermente piccante. Spesso arriva con un uovo fritto sopra e le patatine intorno. Si racconta che l'abbia inventata negli anni Sessanta un emigrante tornato dalla Francia, ispirato dal croque-monsieur: ogni locale ha la sua ricetta della salsa, e i portuensi hanno tutti il loro indirizzo preferito.
Gli altri piatti da provare
- Tripas à moda do Porto: trippa stufata con fagioli bianchi e salumi. Il piatto è così legato alla città che gli abitanti sono chiamati tripeiros: secondo la tradizione, nel 1415 la gente diede tutta la carne alle navi in partenza per Ceuta, tenendo per sé solo le interiora.
- Bacalhau: il baccalà, che in Portogallo si dice abbia una ricetta per ogni giorno dell'anno. Da provare à Gomes de Sá, con patate, cipolla, uova e olive, ricetta nata proprio a Porto.
- Bifana: panino con fettine di maiale marinate nell'aglio e nel vino, lo spuntino a ogni ora.
- Polvo e sardinhas: polpo arrosto e sardine alla brace, regine della notte di São João, tra il 23 e il 24 giugno, quando la città fa festa fino all'alba.
- Pastel de nata: la tortina di sfoglia e crema, da mangiare calda con cannella e zucchero a velo.
Il vino Porto
Il Porto è un vino liquoroso: alla fermentazione si aggiunge acquavite di vino, che la ferma lasciando dolcezza e alzando il grado alcolico. Le uve crescono nella valle del Douro, una delle prime regioni vinicole delimitate al mondo, dal 1756; il vino poi invecchia nelle caves di Vila Nova de Gaia, sulla riva opposta del fiume, dove un tempo arrivavano le botti sulle barche rabelo.
| Tipo | Com'è |
|---|---|
| Ruby | giovane, fruttato, color rubino |
| Tawny | invecchiato in botte, ambrato, con note di frutta secca e caramello; i migliori riportano l'età (10, 20, 30, 40 anni) |
| White | da uve bianche: con acqua tonica e ghiaccio diventa il Porto tónico, l'aperitivo della città |
| LBV | Late Bottled Vintage: di una sola annata, imbottigliato dopo qualche anno in botte |
| Vintage | solo nelle annate migliori, invecchia a lungo in bottiglia |
La maggior parte delle cantine di Gaia organizza visite guidate con degustazione: conviene prenotare, soprattutto nei fine settimana.
Una giornata nella valle del Douro
Il Alto Douro Vinhateiro è patrimonio UNESCO: un anfiteatro di vigneti terrazzati sopra il fiume, tra le quintas che producono il Porto e i vini rossi del Douro. Si raggiunge in tre modi:
- In treno, dalla stazione di São Bento (da vedere comunque, per i suoi pannelli di azulejos) lungo la linea del Douro fino a Peso da Régua o Pinhão: l'ultimo tratto corre a filo d'acqua.
- In barca, con le crociere che risalgono il fiume da Porto e rientrano in treno o in pullman.
- In auto, per fermarsi nelle quintas e lungo le strade panoramiche: in questo caso, scegli chi guida prima della prima degustazione.
Dove fare la spesa
Il Mercado do Bolhão, il mercato storico della città, ha riaperto nel 2022 dopo un lungo restauro: banchi di pesce, salumi, formaggi e fiori, e qualche posto dove mangiare in piedi. Da qui si riparte con una scatola di sardine in latta o una bottiglia da portare a casa.
Quando andare: primavera e inizio autunno sono ideali, con giornate miti e la vendemmia nel Douro tra settembre e inizio ottobre. A giugno c'è la festa di São João; in inverno piove spesso, ma le cantine sono più tranquille.
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